Nuova vita per l’Idroscalo.

Idroscalo, c’è lo sponsor Nel piano per la svolta alghe “riciclate” e ricerca.
Intesa con Cap. In arrivo gli scienziati delle acque

L’Idroscalo ha il suo sponsor e potrà contare su quasi due milioni di euro in tre anni per uscire dall’agonia in cui era scivolato dopo essere rimasto orfano della Provincia di Milano. Anzi, ora nel futuro del grande parco e bacino d’acqua a Est della città, oltre a un restyling e una bella ripulita, ci sono anche insediamenti scientifici e suggestivi processi di economia circolare.
Dunque finalmente è ufficiale. Sull’albo pretorio della Città metropolitana sono stati pubblicati gli estremi dell’accordo che per tre anni legherà il «mare dei milanesi» a Cap holding, società pubblica che gestisce i servizi idrici nell’area metropolitana. L’accordo di sponsorizzazione parla di 600 mila euro per tre anni (un milione e 800 mila in tutto) che garantiranno i servizi di manutenzione del verde e «ulteriori attività concordate». Tradotto, significa che lo sponsor farà interventi a terra ma anche in acqua, dove da anni è in corso un’impari battaglia contro la Potamogeton Pusillus, la micidiale pianta acquatica che infesta il bacino solcato da velisti, canoisti, canottieri, sciatori, pescatori e bagnanti.

Una buona notizia, dunque, per i due milioni di milanesi che ogni anno frequentano l’Idroscalo. Perché la situazione era diventata davvero insostenibile, al punto che nello stesso accordo viene sancita la consegna dell’area «in via d’urgenza» per «ovviare a possibili situazioni di pericolo per gli utenti», perché i servizi che saranno garantiti dallo sponsor «non possono attualmente essere resi in alcun modo dall’Ente a causa della difficile situazione finanziaria».
Ma Cap holding ha idee decisamente più ambiziose della semplice (e preziosa) manutenzione. L’azienda, infatti, intende sviluppare progetti (oltre il budget del contratto) vicini alla propria area di business: un centro di ricerca sulle acque, allestito all’interno dell’attuale «Sala azzurra», e il riutilizzo delle stesse «alghe», cioè il verde acquatico, per una produzione sperimentale di biogas nel vicino impianto di Peschiera Borromeo. «L’acqua pubblica incontra l’acqua pubblica — sintetizza il presidente e amministratore delegato di Cap holding, Alessandro Russo — e l’idea è quella di portare anche all’Idroscalo il nostro impegno nel campo della sostenibilità e dell’economia circolare».
Nel centro di ricerca si trasferiranno alcune attività del gruppo, compresi alcuni dei 22 mila campionamenti d’acqua eseguiti ogni anno, ma Russo anticipa anche che «sarà una sorta di biblioteca dell’acqua aperta a ricercatori, start up, fornitori».
Insomma, dopo la grande crescita a cavallo del nuovo millennio e dopo la tremenda crisi di questi ultimi tre anni, per l’Idroscalo si apre una nuova stagione, con nuovi contenuti e nuove attività. E, anche senza ancora sbilanciarsi in annunci, il nuovo sponsor promette che il parco si presenterà con una nuova faccia e nuovi servizi per tutti gli utenti. Runner compresi.

Giampiero Rossi

Corriere della Sera – Cronaca di Milano 18 novembre 2017 (Pag. 5)

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Dopo la K Flex ora la Canali

Dopo la K Flex adesso la Canali domani c’è ne saranno altre.Tutti giustamente si mobilitano qualche politico si farà vedere poi sappiamo come finisce.Senza una vera riforma politica che salvaguardi e rilanci il lavoro e quindi i lavoratori sarà sempre più difficile.Alcune riforme fatte dal PD di Renzi hanno dato liberta alle aziende di agire solo nel proprio interesse.

Il sindaco Paolo Micheli ha incontrato i vertici del ministero delle Infrastrutture e delle Ferrovie dello Stato e ha posto dei paletti considerati intoccabili L’INTERMODALE? A TRE CONDIZIONI IMPRESCINDIBILI

Non c’è da farsi molte illusioni: il nuovo intermodale si farà. Esiste un accordo italo-svizzero che scade a dicembe e non c’è alcuna volontà di farlo decadere. Per entrambe le nazioni è troppo strategico. Inoltre Hupac, l’azienda leader nel trasporto combinato che gestirà la struttura, non ha mai avuto un atteggiamento distensivo. Nei giorni scorsi tuttavia il sindaco Paolo Micheli, insieme all’assessore al Territorio Roberto De Lotto, si è recato a Roma e ha incontrato i vertici del ministero delle Infrastrutture e quelli delle Ferrovie dello Stato, ponendo tre condizioni indispensabili per dare l’ok. «Il mio rammarico è tanto perché c’è stato un periodo in cui si poteva davvero tentare di trovare una soluzione diversa, ma la precedente amministrazione non ha mai mandato nessuno a parlare con la Regione. E così abbiamo ereditato una situazione oramai compromessa» asserisce Micheli. «Tuttavia a Roma sono stato chiaro: tre punti da rispettare se non vogliono che facciamo di tutto per ritardare i lavori». Vediamole allora queste condizioni. «La prima è un cospicuo rimborso da riversare sui territori di Tregarezzo e Novegro». Il sindaco non parla di cifre, ma dovrebbe trattarsi di circa 5 milioni di euro. «La seconda è la chiusura dell’intermodale di Redecesio. Voglio una lettera di Rfi che si impegni a chiuderlo entro 180 giorni dall’apertura del primo lotto (il nuovo intermodale sarà formato da due lotti, ndr), giusto il tempo di spostare tutto, e nella quale rinunci all’area con cessione della stessa al demanio. Il terzo punto è che venga inserito all’interno della legge di stabilità di quest’anno, che verrà redatta a dicembre, il finanziamento di 50 milioni di euro per riqualificare la Rivoltana». Richieste oggettivamente di spessore. Resta da capire se saranno accettate. «Sono cautamente ottimista», conclude Micheli. «Abbiamo registrato aperture importanti da parte del ministero e di Rfi».

Da Segrate Infolio