È Arrivato l’atteso incontro Sindaco e Giunta a Tregarezzo!!!!

Incontro pubblico con gli abitanti di Tregarezzo

Mercoledì 10 gennaio alle ore 21 all’Hotel Riviera, il sindaco Paolo Micheli e gli assessori della Giunta comunale incontreranno i residenti del quartiere per illustrare e discutere i progetti futuri riguardanti la frazione.

Si ringrazia l’ HOTEL Riviera di Segrate per l’ospitalità.

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Il Bullismo,alcune informazioni.

http://www.comune.segrate.mi.it/attivita_servizi/scuola_istruzione/informa/notizie/bullismo.html

Il Bullismo

LINEE GUIDA CONTRO IL BULLISMO

Cos’è il bullismo?

Qualche piccolo aiuto per stare meglio

Decalogo contro le prepotenze

Numeri utili

Per i genitori

Per la scuola


Cos’è il bullismo?

  • quando ricevi insulti o minacce;
  • quando ti spingono, ti danno calci e pugni, ti fanno cadere;
  • quando ti danno dei soprannomi antipatici e ti prendono in giro;
  • quando diffondono voci maligne su di te;
  • quando ti offendono per la tua razza o per il tuo sesso;
  • quando fanno sorrisetti e risatine mentre stai passando;
  • quando parlano in codice se sei presente;
  • quando ricevi sms, e-mail e telefonate offensive;
  • quando ti ignorano e ti voltano le spalle se ti avvicini;
  • quando ti costringono a fare cose che non vuoi;
  • quando ti rubano o nascondono i libri, la merenda, la paghetta o le altre tue cose.

Il bullo ripete questi comportamenti e tu non riesci a difenderti.

Qualche piccolo aiuto per stare meglio

  • È difficile per il bullo prendersela con te se racconterai ad un amico ci ò che ti sta succedendo.
  • Quando il bullo vuole provocarti, fai finta di niente e allontanati. Se vuole costringerti a fare ciò che non vuoi, digli di “NO” con voce decisa.
  • Se gli altri pensano che hai paura del bullo e stai scappando da lui, non preoccuparti. Ricorda che il bullo non può prendersela con te se non vuoi ascoltarlo.
  • Il bullo si diverte quando reagisci, se ti arrabbi o piangi. Se ti provoca, cerca di mantenere la calma, non farti vedere spaventato o triste. Senza la tua reazione il bullo si annoierà e ti lascerà stare.
  • Quando il bullo ti provoca o ti fa del male, non reagire facendo a botte con lui. Se fai a pugni, potresti peggiorare la situazione, farti male o prenderti la colpa di aver cominciato per primo.
  • Se il bullo vuole le tue cose, non vale la pena bisticciare. Lasciagli prendere ciò che vuole e raccontalo subito ad un adulto.
  • Fai capire al bullo che non hai paura di lui e che sei più intelligente e spiritoso. Così lo metterai in imbarazzo e ti lascerà stare.
  • Molte volte il bullo ti provoca quando sei da solo. Se stai vicino agli adulti e ai compagni che possono aiutarti, sarà difficile per lui avvicinarsi.
  • Per non incontrare il bullo puoi cambiare la strada che fai per andare a scuola; durante la ricreazione stai vicino agli altri compagni o agli adulti; utilizza i bagni quando ci sono altre persone.
  • Ogni volta che il bullo ti fa del male scrivilo sul tuo diario. Il diario ti aiuterà a ricordare meglio come sono andate le cose.
  • Il bullismo ti fa stare male. Parlane con un adulto di cui ti fidi, con i tuoi genitori, con gli insegnanti, con il tuo medico. Non puoi sempre affrontare le cose da solo!
  • Se sai che qualcuno subisce prepotenze, dillo subito ad un adulto. Questo non è fare la spia ma aiutare gli altri. Potresti essere tu al suo posto e saresti felice se qualcuno ti aiutasse!
  • Se incontri il poliziotto di quartiere, puoi chiedere aiuto anche a lui.
  • Non rimanere da solo, fatti tanti amici. Contro i bulli, l’unione fa la forza!

Decalogo contro le prepotenze

COSA FARE:

  1. raccontare sempre tutto ai genitori;
  2. raccontare i comportamenti prepotenti, se ne sei vittima, se ne sei testimone o se ne vieni a conoscenza;
  3. difendere, se possibile, i compagni vittime di prepotenze;
  4. trattare tutti i compagni allo stesso modo;
  5. cercare l’aiuto degli insegnanti, del personale non docente, di altri compagni se qualcuno ti minaccia.

COSA NON FARE:

  1. offendere gli altri, soprattutto i più deboli;
  2. nascondere ai genitori che qualcuno ti fa del male;
  3. dire bugie;
  4. lasciare da parte un compagno che ti sta antipatico;
  5. approfittarsi dei compagni più deboli.

Numeri utili

  • 800 669696 numero verde antibullismo istituito dal Ministero della Pubblica Istruzione
  • 113 Polizia di Stato
  • 19696 Telefono Azzurro (linea gratuita fino ai 14 anni)
  • 199 151515 Telefono Azzurro (linea istituzionale dai 14 anni in su e per gli adulti)
  • 114 Emergenza Infanzia
  • 112 Carabinieri

Per i genitori

E’ importante sapere che per non far diventare il proprio figlio un bullo bisogna:

  • insegnare a saper esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità;
  • comunicare in modo sincero;
  • insegnare a identificarsi con gli altri e capire le conseguenze dei propri comportamenti;
  • prendere esempio dai valori positivi che si vedono a casa.

I genitori devono inoltre imparare a cogliere i segnali che i figli possono mandare o nascondere.

Ecco alcuni segnali di chi è vittima del bullismo:

  • trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati;
  • fare frequenti richieste di denaro;
  • essere molto tesi, piagnucolosi e tristi dopo la scuola;
  • presentare lividi, tagli, graffi o strappi negli indumenti;
  • dormire male o bagnare il letto;
  • raccontare di non avere nessun amico;
  • rifiutarsi di raccontare ci ò che avviene a scuola.

Per la scuola

  • Può essere utile proporre agli alunni un questionario e organizzare una giornata di dibattito e incontri fra genitori, fra insegnanti e fra genitori e insegnanti. Ciò è importante per capire le dimensioni del fenomeno.
  • Una migliore attività di controllo durante la ricreazione e la mensa metterebbe al sicuro le potenziali vittime. Sono questi i momenti in cui la maggior parte dei bulli agisce indisturbata.
  • In genere sono gli studenti più grandi a fare i bulli con quelli più piccoli. Si può valutare di dividere gli spazi e i tempi della ricreazione per gli uni e per gli altri.
  • Elogi, ricompense e sanzioni possono servire a modificare il comportamento degli studenti più aggressivi, ma non sono l’unico strumento per far cambiare atteggiamento al bullo.
  • Spesso si ha timore o vergogna di raccontare personalmente ciò che sta succedendo. Potrebbe essere di aiuto, per genitori e vittime, avere un numero di telefono al quale rivolgersi.
  • Si possono istituire “cassette delle prepotenze” dove lasciare dei biglietti con su scritto quello che succede; individuare degli studenti leader che aiutino le vittime; aprire uno sportello psico-pedagogico che sia di riferimento per bambini e adulti.
  • In classe, tutti insieme, si possono individuare poche e semplici regole di comportamento contro il bullismo. Le regole devono essere esposte in modo ben visibile e tutti devono impegnarsi a rispettarle.
  • Il silenzio e la segretezza sono potenti alleati dei bulli. È importante abituare i ragazzi a raccontare ciò che accade e a non nascondere la verità.
  • Se l’insegnante individua un bullo o una vittima, per aiutarlo è necessario parlare subito con lui di ciò che gli accade.

Rifiuti nei cestini multe e fotografie degli sporcaccioni – La Martesana

Rifiuti nei cestini multe e fotografie degli sporcaccioni

Dato che le multe non bastano, a Cassina si usa la linea dura. In arrivo la “gogna mediatica”

Per chi getta i rifiuti nei cestini non solo la multa, ma anche la “gogna mediatica”.

“Gogna mediatica” per chi getta rifiuti nei cestini

A mali estremi… estremi rimedi. Gettare i rifiuti domestici nei cestini stradali è un illecito, che a Cassina de’ Pecchi prevede una sanzione da 300 a 3.000 euro.

Le multe non bastano

Evidentemente le sanzioni elevate nello scorso anno non sono bastate a scoraggiare questi gesti incivili. E così con il nuovo anno il Comune pubblicherà (in bassa definizione) le foto dei cittadini “sporcaccioni”. Il primo è stato pizzicato in via Roma.

La Martesana.it
Visto che oramai a Segrate é una pratica usata spesso,proponiamo all’amministrazione di usare lo stesso sistema di Cassina de’Pecchi per scoraggiare gli incivili.