Segrate Servizi e Acqua Marina e ora di pagare Anche i conflitti d’interesse

E da almeno due consiliature che inutilmente chiediamo di sapere la verità sulle partecipate, è  giunta l’ora di  fare chiarezza e scogliere ogni dubbio.

Vogliamo sapere chi è perché ha consentito con il suo disinteresse o con i mancati controlli che si creasse un buco enorme in una delle farmacie comunali per prodotti da banco volatilizzati nel nulla.

Vogliamo sapere, ora che non c’è più il vecchio sindaco a darci dei visionari per poi dover ammettere che avevamo ragione, i motivi di quell’esposto che coinvolgeva il servizio affidi.

Vogliamo sapere che fino hanno fatto i 48.000 euro annui versati dal comune per un servizio mai partito.

Vogliamo che l’attuale Assessore Bosco renda pubblici o ci fornisca, quei documenti che da anni chiediamo alla passata Amministrazione senza mai ottenerli i documenti relativi agli ultimi 7 anni denominati EX CIRCOLARE 4 non ce li avete ancora forniti. PERCHE’

Vogliamo sapere quante schede telefoniche  erano a disposizione dei dirigenti e quanto era il salatissimo conto è perché 


Vogliamo sapere quante persone hanno lavorato al servizio affidi  o al servizio dedicato agli anziani e quante ore sono state impiegate.

Vogliamo sapere chi ha votato tutte le delibere di Giunta e di Consiglio che hanno “sovvenzionato” il giocattolo Acquamarina.

Vogliamo sapere chi era il dirigente responsabile  che ha controfirmato e avallato quelle delibere.

Vogliamo sapere oggi che si discute di far pagare chi e’  giusto che paghi, se vi sia un conflitto di interesse nelle discussioni in Consiglio Comunale e nelle Commissioni.

Vogliamo sapere chi paga e quando è vogliamo la verità adesso.

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L’EX PARTECIPATA CONTINUA A PESARE SULLE SPESE

Avevamo anticipato tutti.,come al solito qualcuno si dimentica di Noi e fa sua la notizia.

SINISTRA ITALIANA SEGRATE

Anche dopo la chiusura l’ex partecipata, continua a pesare sulle casse comunali.

A Segrate la storia delle partecipate si è trasformata in un giallo inestricabile intriso di fallimenti catastrofici e buchi di bilancio simili a gigantesche voragini.

Voragini che inghiottono centinaia di migliaia di euro, di cui nessuno ne paga il prezzo e tutto viene appianato nel più assoluto silenzio.

Inizia a scricchiolare, il “giocattolo elettorale” dell’Amministrazione chiamato Acquamarina, quando come una sanguisuga continuava a richiedere ingenti somme di rifinanziamento.

Fini’ di scricchiolare quando, l’amministrazione  fu costretta,da una legge dello stato, a rinunciare al suo personale giocattolo e chiudere una partecipata.

A quel punto pero non era piu’ possibile non vedere il buco di bilancio e si è stati costretti ad ammettere l’evidenza, centinaia e centinaia di migliaia di euro.

Si fa appena in tempo a digerire il mal fatto, che il gia’ enorme buco si trasforma in un pozzo…

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SU ACQUAMARINA AVEVAMO ANTICIPATO TUTTI.

 

L’EX PARTECIPATA CONTINUA A PESARE SULLE SPESE

Anche dopo la chiusura l’ex partecipata, continua a pesare sulle casse comunali.

A Segrate la storia delle partecipate si è trasformata in un giallo inestricabile intriso di fallimenti catastrofici e buchi di bilancio simili a gigantesche voragini.

Voragini che inghiottono centinaia di migliaia di euro, di cui nessuno ne paga il prezzo e tutto viene appianato nel più assoluto silenzio.

Inizia a scricchiolare, il “giocattolo elettorale” dell’Amministrazione chiamato Acquamarina, quando come una sanguisuga continuava a richiedere ingenti somme di rifinanziamento.

Fini’ di scricchiolare quando, l’amministrazione  fu costretta,da una legge dello stato, a rinunciare al suo personale giocattolo e chiudere una partecipata.

A quel punto pero non era piu’ possibile non vedere il buco di bilancio e si è stati costretti ad ammettere l’evidenza, centinaia e centinaia di migliaia di euro.

Si fa appena in tempo a digerire il mal fatto, che il gia’ enorme buco si trasforma in un pozzo senza fine ed ecco che l’enorme buco diventa ancor piu’ grande e altri centinaia di migliaia di euro vengono stanziati per metterci una pezza.

Dopo quell’ennesimo salasso pagato dai cittadini, sulla vicenda cala il piú assoluto silenzio ( salutare per alcuni) e della voragine non ne vuole parlare piu’ nessuno. ma sopratutto nessuno è “colpevole” per quel giocattolo pagato enormemente dai cittadini o per l’incapacita’ ( usando un eufemismo) nel gestire i soldi pubblici.

Di Procopio Gregorio

La delibera di Giunta

LA GIUNTA COMUNALE
PREMESSO che, in data 2/11/2015, prot. gen.le n. 38816 del 2.11.2015, è stato notificato a mezzo del servizio postale, ricorso e pedissequo Decreto Ingiuntivo a carico del Comune di Segrate, su istanza della Banca Popolare di Sondrio – Società Cooperativa per azioni;
RITENUTA l’infondatezza dell’atto notificato;
CONSIDERATO pertanto opportuno proporre opposizione al decreto ingiuntivo di cui in premessa al fine di tutelare gli interessi del Comune di Segrate;
VISTO l’art. 7 del vigente Regolamento di Organizzazione dell’Avvocatura Comunale che prevede che, oltre che nelle cause connesse ai sinistri coperti da assicurazione, in relazione alla necessità di specifica abilitazione professionale, alla particolare complessità della controversia o ad un eccessivo carico di lavoro, che rendano difficoltoso seguire l’andamento della pratica, o ad altra situazione eccezionale congruamente motivata, può essere richiesta, previa deliberazione della Giunta Comunale, l’attribuzione di un mandato congiunto ad uno o più legali esterni, oppure il conferimento del mandato ad litem in via eccezionale ad uno o più legali del libero foro, specialisti del settore o docenti universitari;
RITENUTO opportuno conferire il relativo incarico ad un avvocato esterno, perché la presente controversia ha carattere eccezionale, coinvolgendo i rapporti tra il Comune di Segrate e la Banca Popolare di Sondrio che è anche tesoriere comunale, nonché i rapporti tra il Comune di Segrate e la Società Sportiva Dilettantistica Acquamarina Segrate S.r.l. in liquidazione della quale il medesimo Comune di Segrate è socio unico, sussistendo, altresì, un particolare carico di lavoro della Sezione Avvocatura nel periodo considerato;
RITENUTO opportuno conferire il presente incarico legale all’Avv. Paola Sforza con studio legale in Milano, Viale Gran Sasso, n. 6 per l’importo complessivo di euro 5.000,00 come da preventivo agli atti (prot. comunale n. 43232 del 09/12/2015);
RISCONTRATA la propria competenza ai sensi dell’art. 48, comma 2, del TUEL e dell’art. 45.1.g) dello Statuto Comunale;
RICHIAMATO l’art. 1, comma 4 del vigente regolamento di organizzazione dell’Avvocatura Comunale che prevede che “l’Avvocatura costituisce articolazione organica autonoma e indipendente del Comune, cioè al di fuori della struttura amministrativa vera e propria, posta in posizione di dipendenza funzionale esclusivamente nei confronti del Sindaco”;
ACQUISITO quindi sulla proposta di deliberazione il parere favorevole di regolarità tecnica, espresso dal Responsabile della Sezione Avvocatura ai sensi dell’art. 49, comma 1 del T.U.E.L. allegato;
VISTO lo Statuto Comunale vigente;
VISTO il Regolamento di Organizzazione dell’Avvocatura Comunale di Segrate e, in particolare, l’art. 7 dello stesso;
RITENUTO che la spesa assunta con il presente atto riveste carattere di necessità per il normale svolgimento delle attività istituzionali;
ACQUISITO quindi sulla proposta di deliberazione il parere favorevole di regolarità contabile, espresso dal Responsabile della Direzione Finanziaria, ai sensi dell’art. 49, comma 1 del T.U.E.L. allegato;
CON VOTO unanime favorevole, reso per alzata di mano;
DELIBERA
1. di autorizzare il Sindaco a conferire incarico legale di rappresentanza processuale dell’Ente all’Avv. Paola Piazza, per la tutela in sede giurisdizionale degli interessi del Comune di Segrate, proponendo opposizione al decreto ingiuntivo emesso su ricorso della Banca Popolare di Sondrio – Società Cooperativa per azioni notificato in data 2/11/2015;
2. di demandare al responsabile della Sezione Avvocatura la formalizzazione dell’impegno di spesa, presuntivamente stimato in Euro 3.134,43, I.V.A., C.P.A., spese esenti e spese generali nella misura del 15% comprese, per un totale complessivo di euro 5.000,00 da imputarsi sul capitolo: CAP 02020132 ad oggetto: “Prestazioni professionali e specialistiche” B.P. 2015;
3. di trasmettere copia della presente ai capigruppo consiliari ai sensi delle vigenti disposizioni legislative e statuarie;
4. di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile ai sensi dell’art. 134 – comma 4, del TUEL, con separata ed unanime votazione favorevole, resa per alzata di mano, al fine di assicurare la tempestiva costituzione in giudizio. ______________________________________________

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Anche noi siamo per lo stop al consumo di Suolo

A SEGRATE: SENTENZA DEFINITIVA, STOP AL CONSUMO DI SUOLO, IL GOLFO AGRICOLO E’ SALVO, ORA E PER SEMPRE!

DAL CONSIGLIO DI STATO LA CONFERMA CHIARA, NETTA E INAPPELLABILE: LE PREVISIONI URBANISTICHE SULLE ULTIME AREE AGRICOLE DEL COMUNE DI SEGRATE SONO ILLEGITTIME E NON POSSONO ESSERE ATTUATE “ZERO CEMENTO, IL GOLFO AGRICOLO ACCOLGA UN GRANDE PROGETTO SPERIMENTALE DI AGRICOLTURA SOSTENIBILE”

Esultano le associazioni ambientaliste, unitamente al Comitato Golfo Agricolo di Segrate, alla lettura dell’ultima, e definitiva, sentenza del Consiglio di Stato, chiamato in appello ad esprimersi sulla storica sentenza del TAR Lombardia del 27 febbraio 2015, che aveva già dato ragione a WWF Lombardia e Legambiente Lombardia(e con loro, al comitato di cittadini che si era rivolto alle associazioni) nel loro ricorso contro le previsioni di nuovo cemento previste dal piano urbanistico di Segrate e che, se realizzate, avrebbero fatto tabula rasa delle ultime aree agricole superstiti presenti nel comune milanese di cintura.
Si trattava di previsioni davvero smisurate, estese su quasi un milione di metri quadri di territorio comunale, e largamente eccedenti le facoltà di consumo di suolo concesse dal piano territoriale provinciale. Ma approvate senza battere ciglio dal Consiglio Comunale di Segrate, all’epoca guidato dall’amministrazione del sindaco Adriano Alessandrini.
La sentenza del Consiglio di Stato, depositata ieri, è netta e chiara, e destinata a costituire una pietra miliare nella giurisprudenza di un Paese, il nostro, che è ancora sprovvisto di una disciplina legislativa per la tutela dei suoli agricoli. Il supremo giudice amministrativo non ha dubbi nel confermare punto per punto tutte le censure del TAR Lombardia oggetto di impugnativa delle controparti, a partire dalla legittimazione ad agire delle associazioni ambientaliste in materia urbanistica, dal momento che esse difendono un rilevante interesse diffuso alla tutela di un bene, il suolo, che il TAR Lombardia riconosce come bene comune. E ancora, il Consiglio di Stato chiarisce a lettere cubitali come giardini e aree private a verde, funzionali dell’edificazione, sono ad ogni effetto suolo urbanizzato.
“Questa sentenza per noi e per il comitato di cittadini che si è mobilitato contro la colata di cemento è un risultato straordinario, e per chi oggi amministra Segrate deve diventare il punto di partenza per la pianificazione del superstite territorio agricolo – rilanciano le rappresentanti lombarde di Legambiente e WWF, Barbara Meggetto e Paola Brambilla – il nuovo piano di governo del territorio del comune di Segrate deve essere a zero consumo di suolo, e il cosiddetto Golfo Agricolo deve diventare un’area di sperimentazione di agricoltura sostenibile e di compensazione delle pesantissime trasformazioni urbanistiche che Segrate ha subito negli ultimi anni”