Siamo una Comunità.

Mi ha fatto piacere l’amicizia e lo scambio avuto con tanti, tantissimi colleghi che hanno i miei stessi problemi e che il mio post semplicemente li ha scaricati dal dover dire le stesse cose ai loro cittadini.

Siamo così assuefatti dal politically correct che quando uno dice una cosa normale e banale, ma la dice chiara, fa notizia.

E’ sette anni che faccio il sindaco e sette anni che batto su un concetto: siamo una COMUNITA’.
Uboldo, l’Italia, siamo una COMUNITA’.
La neve è un pretesto.
Vorrei fosse un pretesto per dire che se non capiamo che siamo una COMUNITA’ ci rovineremo con le nostre mani.
Il maltempo succede.
Il sale non lo si sparge in quantità industriali perchè rovina le strade e dopo quando c’è da asfaltare i soldi che dobbiamo usare sono sempre i nostri (NOSTRI non MIEI, perchè ANCHE IO pago le TASSE).
Gli operai entrano in servizio, come tutti i lavoratori, quando è il loro momento e in situazioni estreme due operai su una superficie enorme possono fare quello che possono fare.
Ma questa cosa è uguale per le cose di tutti i giorni.
Se non butto la carta per terra, gli altri troveranno pulito.
Se il mio cane non caga sul marciapiede, gli altri non dovranno fare gli slalom sui marciapiedi.
Se invece di parcheggiare “un minuto” davanti al prestinaio li faccio sti maledetti 50 metri a piedi gli altri non intralcio la circolazione degli altri. Anche perchè poi magari vado in palestra a fare 30 minuti di tapis roulant.
Si chiama vivere insieme.
Si chiama COMUNITA’.

Nella società dei “diritti distorti” ormai queste piccole, semplici cose non le ascoltiamo più.
Tutti abbiamo diritti, ma non abbiamo doveri.
E’ il Comune che ci deve pensare.
E’ il Sindaco che non fa il suo lavoro per il quale è pagato (nel mio caso 2 euro all’anno a cittadino…un caffè, praticamente…).
E’ sempre un altro che deve fare.

Siamo una COMUNITA’.
Come ha ben scritto qualcuno oggi: quando capiremo che se c’è la neve e tutti spaliamo 1 metro, se c’è il ghiaccio e tutti buttiamo un chilo di sale, di metro in metro, di chilo in chilo, avremo strade più pulite e marciapiedi più comodi?
Pensatela sulle altre cose del vivere quotidiano.
Serve che vado al pronto soccorso (e poi mi lamento per il codice bianco o verde e le ore di attesa) per magari una cosa da niente?
Serve che per pagare meno tasse (per poi lamentarmi comunque che sono sempre troppe) faccio lavorare in nero la gente?
Serve che per avere il contributo dal Comune (per poi lamentarmi che comunque è sempre troppo basso) faccio i numeri dal commercialista per avere l’ISEE più basso possibile?
Quello che non pago io oggi, lo pagheranno altri domani.
La regola è semplice, perchè lo STATO siamo noi.
Il COMUNE sono io.
Io singolo cittadino che faccio qualcosa per cambiare nel mio piccolo le cose partendo innanzitutto da me stesso.

Siamo una COMUNITA’.
A mio modesto avviso, di chilo in chilo, di metro in metro, INSIEME, forse riusciamo a salvare non solo Uboldo e i nostri paesi dalla neve o dal gelicidio, ma anche l’Italia dal fallimento.
Un abbraccio.
Lorenzo Guzzetti Sindaco di Uboldo (VA)

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