La Risposta della Manuela Mongili non si è fatta attendere.

​COMUNICATO STAMPA EX VICESINDACO
Ricevuto ieri, alle ore 17 circa, il decreto del Sindaco di ritiro della fiducia e letti i giornali, prima di tutto desidero ringraziare il Segretario metropolitano del PD Pietro Bussolati per la sua sensibilità nell’avere pubblicamente voluto manifestare il suo apprezzamento per la mia correttezza e per la mia azione fattiva amministrativa e politica a favore della città e del partito.
La “mediazione”, quando ha per oggetto la reputazione e la onorabilità della persona, non può essere oggetto di mercanteggiamento.

Su questo tema io sono intransigente.
I fatti di cui alla querela saranno oggetto di esame da parte della autorità giudiziaria; chi ha sbagliato deve pagare.
Resta il problema politico, da chiarire e da capire, nell’interesse generale e della cittadinanza di Segrate.
Questo problema ha una chiara chiave di lettura della mia vicenda, se si parte dalle motivazioni in base alle quali il Sindaco mi ha ritirato la fiducia e dalla mia risposta, che io ho inviato a tutti i consiglieri comunali ed ai partiti, e che saranno rese pubbliche nella loro interezza a tutta la città.
Comunicazioni ove si dichiara, prima in modo chiaro e poi più larvato che da parte mia non è stata rispettata la “consegna del silenzio” (poi vedremo su che cosa).
Fin da subito, appena dopo qualche giorno dall’insediamento della giunta, a giorni alterni, venivano fatte circolare voci di rimpasto e minacce di ritiro di deleghe. 

A questo problema si connette il problema dei consiglieri comunali del PD, che continuavano a lamentare in più occasioni di andare in consiglio comunale e votare provvedimenti, soprattutto su questioni molto rilevanti, di cui non avevano conoscenza e di cui ignoravano anche gli elementi essenziali e i perchè.

Questo problema era una mia responsabilità affrontarlo, come Vicesindaco e capo delegazione PD, e risolverlo. Io ho con ogni sforzo tentato di trovare una soluzione in tempi e modi possibili e giusti, per evitare una caduta rovinosa dell’Amministrazione Comunale di Segrate, tanto faticosamente costruita e ancora agli inizi.

Ero anche sul punto di trovarla, lavorando sul Sindaco e sulla Giunta, e tentando di fare capire che una tutela maggiore poteva esserci per la amministrazione, e anche per i singoli, dalla trasparenza e chiarezza dei rapporti tra l’Amministrazione e i partiti che la sostenevano.

Lavoro quanto mai difficile, tra le voci di rimpasto di giunta e minaccia di ritiro delle deleghe agli assessori, che hanno circolato abbondantemente per tutto il periodo.

Quando ero sul punto di raggiungere questo risultato,  e forse al fine di impedirlo, la situazione è precipitata, senza che io potessi fare nulla.
E’ precipitata con il Comunicato del Segretario del PD di Segrate, fatto in nome del Partito Democratico, ma senza averlo sentito il Partito, e senza un deliberato del Partito, che facendo balenare l’esistenza di non precisati motivi chiede al sindaco la mia destituzione e il ritiro della fiducia.

Cosa che apriva anche a mio danno un pubblico dibattito su miei comportamenti di cui ancora oggi sto chiedendo la precisazione.

Il Sindaco poi ha completato l’opera, senza neppure avere preteso un pronunziato ufficiale del partito democratico e senza avere sentito i consiglieri del partito in un aperto dibattito e confronto in consiglio comunale, e comunicandomi il ritiro della fiducia a mezzo stampa, in grande fretta, ancora prima della sua attuazione formale.
Sono tutti comportamenti che vanno vagliati, e che offro alla valutazione del consiglio comunale.
Io, per quanto mi riguarda, non essendo convinta che ad un eletto dal popolo possa essere tolto il diritto/dovere di rappresentanza dei suoi elettori e di esercizio di controllo sull’operato amministrativo della pubblica amministrazione sulla base di quei motivi indicati dal Sindaco con il provvedimento di ritiro delle deleghe (mancato rispetto della “consegna del silenzio”), ove fosse possibile, mi renderò parte attiva, con un ricorso al TAR, per annullare tale provvedimento che ritengo illegittimo, e per rientrare nelle mie funzioni nella più totale indipendenza.
Per concludere mi corre l’obbligo di dire, come capo delegazione PD, che nella situazione che si era creata, i colleghi della giunta del PD si sono sempre adoperati con impegno per mandare avanti e risolvere i problemi della nostra amministrazione.
 Manuela Mongili

Ex Vicesindaco di Segrate

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