L’Affaire Mongili ora è disponibile da leggere per tutti.

                       Premessa:

Sulla stampa e sui social si diffondono voci e commenti sul contenuto della relazione che ho inviato a Sindaco e Consiglieri, e chiesto di discutere nella sua sede propria, che è il consiglio comunale; voci e commenti che sono inesatti e ritengo di dover precisare.

Nella mia relazione non ho mai parlato di reati, né essa contiene minacce. I reati sono e devono restare di competenza esclusiva dell’Autorità giudiziaria.

Io ho posto solamente un problema politico.

Ho parlato di ingerenze nella attività amministrativa da parte del Segretario cittadino del PD.

Ho richiamato, a supporto, un insieme di fatti, che lo stesso Sindaco (perfino “a mente fredda e dopo averci dormito una notte”) ritenendoli rilevanti e non pettegolezzi e semplici chiacchiere, ha denunziato alla giunta in maniera abbastanza formale, e dandovi grande peso.

Ora, onde evitare che sul contenuto della mia relazione, si faccia “uno spezzatino”, e si diffondano illazioni non controllate e non controllabili, o opinioni sbagliate e non fondate sulla realtà, ritengo opportuno pubblicarla nella sua interezza.

Così, chiunque vi abbia interesse, se ne potrà fare una opinione diretta, e non mediata attraverso le parole di chi la commenta a più riprese sui giornali, tenendola però nascosta in un cassetto.

Preciso che, sotto il profilo umano, non nutro alcun risentimento o livore, e anzi mi sento più serena di prima. Ho semplicemente fatto, nei modi corretti e nel rispetto delle mie prerogative, ciò che ho ritenuto giusto, e anzi mio preciso dovere fare.

E’ stata portata a termine con prepotenza, nei confronti di una Vicesindaco, quale io ero, eletta con ampio consenso, che stava operando bene e a favore dei cittadini, una operazione violenta, ingiusta e ingiustificata, allo scopo di ridurla al silenzio e alla quiescenza, e soffocare così il dibattito su questioni rilevanti, su cui chiedeva risposte chiare.

Ho ritenuto di reagire, nel rispetto della mia dignità, del mio ruolo, dell’ampia fiducia che ho ricevuto dai cittadini al momento del voto, e, sempre, delle regole.

La mia azione, politica e amministrativa, resta così completa, per chi la vorrà ricevere e farne un buon uso.

E per il resto….Chi ha cucinato questa minestra, adesso se la mangi.

Manuela Mongili 

RELAZIONE PER IL CONSIGLIO COMUNALE 

Oggetto: ritiro fiducia e deleghe al Vicesindaco Mongili. 

Il Segretario PD di Segrate ha chiesto al Sindaco di sfiduciarmi, in quanto non allineata con le indicazioni del Partito: “cantavo fuori dal coro”. 

Il Sindaco ha accolto la richiesta, motivando dapprima in vari modi, e infine dicendo, in buona sostanza, che “non ho rispettato la consegna del silenzio”. 

Questo il contenuto del Provvedimento sindacale n. 4/2017 di revoca delle deleghe: “valutato con rammarico alcune dichiarazioni alla stampa locale e la diffusione inopportuna di comunicazioni da parte del Vicesindaco Manuela Mongili, che, se pur legittime in relazione alla libertà di azione politica e di espressione democratica, hanno tuttavia compromesso in modo irrimediabile il necessario rapporto di fiducia fondamentale per il mantenimento delle deleghe conferite; precisato che il venire meno della fiducia nei confronti dell’Avv. Manuela Mongili non è in ogni caso da intendersi riferito a qualsivoglia valutazione relativa a qualità personali o professionali dell’Assessore revocato decreta di revocare da nomina Vicesindaco e assessore del Comune di Segrate dell’Avv. Manuela Mongili con decorrenza immediata”. 

Su tali contestazioni, del Segretario PD e del Sindaco, non ho niente da obiettare. Rispondono a verità e sono documentate. Va però detto che si è aperto un CASO POLITICO, e come tale va trattato e discusso in Consiglio Comunale, che è la sede propria. 

I comportamenti del Segretario del PD Dalerba, con la quiescenza del Sindaco, davano luogo a confusione di ruoli: ruolo politico di semplice indirizzo da una parte (ad esempio, più verde, meno cemento, più scuole, più attenzione alle categorie fragili……ecc) e ruolo amministrativo, di attuazione in concreto, nelle forme e nei modi possibili, degli indirizzi politici, attraverso atti amministrativi (delibere di Giunta, delibere di Consiglio, atti dei dirigenti e degli uffici), dall’altra parte. 

Questo è un problema da me avvertito immediatamente, anche perchè questa ambiguità e confusione di ruoli determinava, in concreto, che si scaricassero sulla Giunta le responsabilità di atti concepiti e voluti altrove, di cui sovente la Giunta veniva messa a parte all’ultimo momento, con un “pacchetto” già confezionato, che, ora per un motivo, ora per un altro, doveva essere approvato in gran fretta, così come era. 

Il risultato veniva conseguito attraverso la sistematica minaccia, per un verso, da parte del Segretario, del venire meno dell’appoggio e della fiducia dei consiglieri comunali del PD sulle delibere di consiglio, e per altro verso con la sistematica minaccia del ritiro delle deleghe da parte del Sindaco agli Assessori. Ingerenze e intromissioni quindi, intollerabili, come è risultato sempre più evidente nell’arco di questo anno e mezzo, ed è dimostrato dai seguenti fatti: 

1) Questione Boffalora e imposizione del Segretario PD di riduzione del 50% delle volumetrie. 

A pochi giorni dalle elezioni, la precedente giunta Alessandrini aveva adottato il PII “Milano 4 You”, che si sostituiva, con alcune modifiche, al PII Cascina Boffalora, precedentemente approvato dal Consiglio Comunale nel 2004, mai completato, e che, a causa della decozione dell’operatore, tanti problemi aveva causato sia all’Amministrazione comunale (fidejussioni) che ai cittadini (condominio Boffalora); problemi tutti a me ben noti per averli trattati nel corso del mio mandato di Consigliere Comunale PD all’opposizione, nella tornata amministrativa 2010-2015.

 La nostra Giunta, appena insediata, doveva quindi decidere se approvare il piano già adottato dalla Giunta Alessandrini, ovvero bocciarlo, ovvero modificarlo. 

Il Sindaco aveva dato mandato all’Assessore al territorio di trattare con i proponenti (Vegagest e Red) per chiudere la questione Boffalora a certe condizioni. L’Assessore aveva trattato e concluso, conformemente alle indicazioni, 2 riservando al Sindaco l’ultima parola, dopo che il Proponente avesse fornito una impegnativa con l’accettazione delle condizioni, cosa che la Vegagest faceva, depositando la relativa bozza integrativa di convenzione in data 16.11.2015. Il Sindaco, però, nel frattempo, aveva cambiato idea. Ciò avveniva a seguito della imposizione, da parte del Segretario PD, di una riduzione delle volumetrie del 50% sul PII adottato, e già modificato conformemente ai desiderata della Amministrazione. Quindi, il Sindaco, faceva pervenire in giunta, il 19/11/2015, il testo di una delibera nella quale le richieste dei Proponenti venivano bocciate e il PII, come adottato e modificato, veniva respinto. L’assessore al territorio rappresentava alla Giunta di non potere approvare la delibera proposta, facendo presente che aveva trattato e concluso con i Proponenti secondo le indicazioni del Sindaco, che erano state tutte accettate dai proponenti; proponeva quindi alla Giunta una sua astensione. L’Assessore al Bilancio interveniva allora, prima del voto, per sostenere la tesi che tale posizione dell’Assessore al Territorio avrebbe comportato che gli venissero ritirate le deleghe, e il Sindaco assentiva. E così l’Assessore al Territorio, e tutta la giunta compatta, dovettero votare la delibera, sulla fiducia nell’operato del Sindaco. 

La reazione dei Proponenti il piano, come noto, non si è fatta attendere. Oltre ad un ricorso nei confronti della Amministrazione Comunale, con richieste di risarcimento danni per 70 milioni di euro, veniva proposta una azione diretta, con richiesta di ingentissimi danni, anche nei confronti di ciascun componente della Giunta, sia in qualità di assessore che in proprio, sulla base del fatto che non erano state prese in considerazione le integrazioni al PII depositate il 16.11.2015, in cui i proponenti aderivano alle richieste dell’Amministrazione. Con l’azione nei confronti di ciascun assessore, i proponenti il piano hanno lasciato intendere che la bocciatura della proposta di PII avesse, evidentemente, altre ragioni, di natura non amministrativa, su cui chiamavano a rispondere ciascun componente delle Giunta.

 Il componimento successivo della vertenza ebbe un epilogo quanto mai sconcertante. Dopo trattativa diretta del Sindaco, l’accordo con i Proponenti fu raggiunto e ratificato, sulla base di un nuovo PII, che conteneva l’abbattimento del 50% delle volumetrie, come da indicazione del Segretario PD, e alla condizione che venissero ritirate le richieste di risarcimento danni a carico del Sindaco e dei 3 componenti della Giunta. A ciò conseguì effettivamente il ritiro della causa nei confronti del Sindaco e degli Assessori, come hanno titolato i giornali, in data 16.9.2016, e come io ho appreso dalla stampa ancor prima che mi venisse notificato l’atto di rinuncia. Il che aggravava ancor più la vicenda, perchè apriva la strada alle ipotesi le più svariate. 

2) Il Pizzino

 Nella prima metà del mese di maggio2016, il Sindaco si presentava in giunta mostrando un foglio di carta manoscritto, con alcuni nomi, e affermando che tale bigliettino gli era stato consegnato dal Segretario PD Dalerba, con la richiesta di affidare a quei nominativi degli appalti o delle consulenze. Non so se questo fatto sia vero o falso, né so che significato attribuirgli; ma, per la tranquillità di tutti, io, a seguito di una riunione del coordinamento del Partito, chiedevo chiarimenti al Segretario del PD, alla presenza anche di un Consigliere Comunale PD e dell’Assessore al Bilancio. Ne seguiva una frenetica telefonata tra Segretario PD e Sindaco, che il Segretario dapprima diceva di voler mettere in viva voce, poi invece teneva unicamente per sé. A seguito di ciò il Sindaco, immediatamente, inviava agli assessori della giunta un messaggio: “Sono davvero incazzato e deluso da tutti voi, Vergognatevi. Se volete fare la guerra a Damiano non la fate usando me. Gli assessori del PD hanno tradito la mia fiducia. Sia chiaro che domani ritiro le deleghe.” 

Seguiva, la mattina successiva, il messaggio dell’Assessore al Bilancio “è stata Manuela e solo Manuela ad attaccare Damiano. Nessun altro. Ognuno deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni” 

Io non so, ripeto, se il fatto sia vero o falso; gli interessati dovranno comunque spiegare questo fatto, il perchè sia avvenuto, e con quale finalità; io, per la tranquillità di tutti, su questo fatto ho ritenuto di chiedere chiarimenti.

3) Il reimpasto delle deleghe. 

Il Segretario del PD, dopo tale fatto, si incontrava con il Sindaco, e 4 chiedeva un reimpasto delle deleghe, che poi, di fatto, avveniva nel mese di settembre. Nel frattempo veniva fatta circolare la voce che io avrei perso le deleghe, perlomeno quella di Vicesindaco. 

4) Il Gruppo di lavoro PD sul PGT 

Intromissione nella politica del territorio da parte del Segretario PD, che chiedeva e otteneva dal Sindaco un gruppo di lavoro del PD sul PGT, in parte composto da operatori locali, il cui portavoce risultava essere, nei fatti, l’esponente PD Lorenzo Dell’Orto, e che, forse, sarebbe stato più opportuno evitare, come dimostra la successiva vicenda tra Assessore al Territorio e portavoce del Gruppo PGT, che si riporta sotto, sub 5). 

5) L’alterco tra l’Assessore al Territorio e il portavoce del Gruppo di lavoro PD. 

Il Sindaco, in data 1.10.2016, metteva la Giunta a conoscenza della lettera mail inviata al Segretario PD e p.c al Capogruppo PD in Consiglio Comunale, in cui scriveva: 

“Damiano, stavolta tocca a me recriminare per un fatto decisamente grave, direi anzi inaccettabile e te ne parlo dopo averci dormito sopra per evitare una reazione a caldo che avrebbe potuto essere eccessiva. Mi riferisco a quanto ha detto Lorenzo Dell’Orto nell’incontro che il Gruppo di Lavoro del PD ha avuto ieri con Roberto De Lotto sul procedimento da seguire per la riconvenzione Boffalora. Nel caso non ti sia stato riferito, sappi che nel corso della discussione Dell’Orto è arrivato a ipotizzare che l’idea di un percorso accelerato, sostenuta nel corso dell’incontro da De Lotto, per l’approvazione del nuovo piano edilizio fosse dettata da qualche forte interesse, evidentemente illecito. Di fronte alla reazione di Roberto, ferma e immediata, mi riferiscono che Dell’Orto abbia cercato di dire che non si riferiva ai presenti. Non è stato fatto il mio nome, ma è noto che le trattative con la proprietà e gli operatori sono state condotte principalmente dal Sindaco e dall’Assessore all’Urbanistica. Mi rendo conto che a volte nelle discussioni animate possa sfuggire qualche parola di troppo e ho accettato finora critiche aspre e pesanti cercando di trovarle ragionevoli, ma  non ammetto, nel modo più assoluto, che venga messa in dubbio la assoluta onestà e trasparenza mia o quella di Roberto De Lotto. Ti chiedo di riferire la mia irritazione e il mio sconcerto all’interessato e ti comunico che valuteremo più attentamente la necessità di prossimi incontri tecnico-politici, visto che da luogo di confronto sono diventati occasione per plateali gravi insinuazioni. Una lettera di “chiarimenti” sarebbe inoltre a mio avviso piuttosto opportuna ma su questo e sugli eventuali contenuti mi affido al tuo senso di responsabilità e alle tue valutazioni.” 

Questa comunicazione del Sindaco era rivolta al Segretario PD, e mette in evidenza una ulteriore manifesta intromissione del Segretario PD nella azione amministrativa e negli atti amministrativi, ed è il segno chiaro di una confusione e commistione tra ruolo politico e ruolo amministrativo. Il Segretario avrebbe dovuto limitarsi ad un indirizzo politico per la stesura del PGT (per es. più verde e meno cemento…); ma certo non gli compete la realizzazione di un PGT parallelo a mezzo di un gruppo di lavoro. 

Dal canto mio, sull’episodio, chiedevo chiarimenti al Segretario, precisando che il Partito deve esprimersi in maniera unitaria, a seguito di un trasparente confronto, e con atti trasparenti; non possono essere portate avanti istanze diverse, su tavoli diversi, in cui gli uni sono all’oscuro di ciò che fanno gli altri; mettevo in guardia dai rischi di questo modo di operare e chiedevo al Segretario di porvi rimedio. 

6) Il documento PD che chiede il rimpasto di Giunta. 

A fine ottobre 2016, si è verificato un attacco virulento contro Sindaco e Giunta da parte del Segretario PD, il quale ha portato in Coordinamento un documento, a firma di Liliana Radaelli, che è stato approvato, in cui si contestava violentemente l’operato dell’Amministrazione e si concludeva con la richiesta di un rimpasto di giunta.

Il documento è stato anche fornito da qualcuno alla stampa locale. Successivamente vennero ancora fatte girare voci secondo le quali io ero destinata alla perdita delle deleghe. 

7) Ingerenze rispetto al bilancio.

Un altro fatto significativo riguarda il bilancio. 

Nel mese di dicembre 2016, il Segretario del PD, dopo avere tentato una prima sortita di contestazione alla Giunta (opposizione alla maggioranza dai banchi della maggioranza), e alla coalizione, in occasione di una riunione di maggioranza sul bilancio, lamentando che il bilancio non era gestito; poi, non contento, intimava, con una mail diretta al Sindaco, di intervenire rispetto al bilancio in modo strutturale, con un progetto di rientro graduale, da spalmare su 8-9 anni, in cui prevedere l’estinzione dei mutui attraverso i proventi delle pratiche SUAP e l’alienazione del patrimonio immobiliare dell’ente; per tali ragioni, al contempo, chiedeva il blocco dell’attività degli atti amministrativi in itinere, là dove coinvolgessero l’utilizzo del patrimonio pubblico. Detto blocco era da riferirsi, come precisato dal Sindaco alla Giunta, anche al progetto in itinere per l’utilizzo dello spazio dell’ex liceo San Raffaele di Milano 2, da adibirsi a spazio per le famiglie, a me affidato dal Sindaco, e che stavo portando avanti da un anno, con il coinvolgimento attivo della cittadinanza, e che era ormai pronto a partire (era pronta la delibera di giunta di indirizzo, ed era pronta la manifestazione di interesse per la città, preparata dagli uffici), e su cui è stato anche vinto il bando regionale sul PTO (politiche temporali) da € 30.000,00. Tale blocco indicato dal Segretario avrebbe coinvolto anche il progetto di coworking su Cascina Ovi, portato avanti da un altro Assessore, anch’esso in itinere. 

Ciò, a mio avviso, costituisce una intromissione che non è nelle competenze e nelle funzioni di un Segretario di partito, e costituisce una chiara ingerenza nella attività amministrativa, che io contestavo vivacemente al Sindaco e agli altri assessori, oralmente e via mail, sollecitando Sindaco e Giunta a procedere nei nostri atti in autonomia, come ci competeva. 

8) I chiarimenti con il Segretario PD rispetto alle ingerenze sul bilancio. 

Successivamente alla mia mail di cui sopra, in cui lamentavo con la Giunta l’ingerenza del Segretario PD e chiedevo a Sindaco e Giunta di andare comunque dritti per la nostra strada (mail che qualcuno aveva fatto avere al Segretario PD), ci fu, poco prima di Natale, un incontro tra me e il Segretario, alla presenza di un consigliere comunale PD, dove il Segretario pretendeva le mie scuse formali per il fatto che avessi definito un “belato” la sua sortita inopportuna di bloccare le attività della giunta e imporre una procedura 7 particolare sul bilancio, ed aggiungeva che io, solo formalmente, sarei stata il “capo delegazione”, ma che, di fatto, “a comandare sarebbe stato lui”, e quindi avrei dovuto seguire le sue indicazioni, anche amministrative. Su tale posizione del Segretario, io dissentivo, e lo richiamavo al rispetto reciproco dei rispettivi ruoli: di indirizzo politico il ruolo del Segretario; di azione amministrativa il ruolo del Vicesindaco. Ad ogni modo, nel tentativo di non esasperare il contrasto e di comporre la questione in modo saggio, nel reciproco rispetto dei ruoli e delle attribuzioni, dopo l’incontro inviavo una mail di chiarimenti al Sindaco e alla Giunta, che però non era di gradimento del Segretario, come mi faceva sapere. 

9) Le minacce di ripercussioni in Consiglio Comunale. 

A crisi aperta, dopo che sono stata pubblicamente sfiduciata dal Segretario PD, il Capogruppo PD minacciava conseguenze ove il Sindaco non avesse accolto la richiesta di sfiducia nei miei confronti (Giorno Martesana del 13.1.2017). 

10) La difficoltà del Sindaco ad uscirne

 Il Sindaco, dopo tali dichiarazioni del Capogruppo PD, in data 14.1.2017, mi suggeriva di attivarmi presso i consiglieri del PD, parlando con loro ad uno ad uno. In pratica, mi si chiedeva di fare il giro dei consiglieri PD con il cappello in mano, per chiedere la grazia (e l’appoggio in Consiglio). Cosa che io non accettavo, chiedendo invece al Sindaco che la questione fosse discussa in Consiglio Comunale.

 CONCLUSIONI. 

Ritiro della fiducia nei miei confronti: 

Mandante =il Segretario PD Dalerba e quelli che rappresenta. 

Esecutore = il Sindaco.

 Morale della storia = “colpiscine una per educarne cento”. 

Per questi fatti, non potevo, come è facile capire, accettare nessuna mediazione e  nessun compromesso, che mi avrebbero privato della mia autonomia di giudizio e della mia indipendenza come pubblico amministratore. E proprio per questi fatti intendo ricorrere al TAR, per esercitare il mio potere/dovere di rappresentare i miei elettori, ed ottenere una reintegra che mi consenta in totale indipendenza, l’esercizio del mandato di rappresentanza affidatomi dai miei elettori, nell’interesse della città. 

Rilevo anche sin d’ora che la c.d. “Procedura di predissesto finanziario”, detta anche di “riequilibrio finanziario pluriennale”, potrebbe voler significare, come è d’uso, che, per prevenire lo stato fallimentare è necessario dare fondo a tutte le risorse, e ricorrere anche a misure straordinarie, che non sono contenute nel nostro programma elettorale…. 

Segrate, 30 gennaio 2017

 Manuela Mongili 

Un altro fatto significativo riguarda il bilancio. Nel mese di dicembre 2016, il Segretario del PD, dopo avere tentato una prima sortita di contestazione alla Giunta (opposizione alla maggioranza dai banchi della maggioranza), e alla coalizione, in occasione di una riunione di maggioranza sul bilancio, lamentando che il bilancio non era gestito; poi, non contento, intimava, con una mail diretta al Sindaco, di intervenire rispetto al bilancio in modo strutturale, con un progetto di rientro graduale, da spalmare su 8-9 anni, in cui prevedere l’estinzione dei mutui attraverso i proventi delle pratiche SUAP e l’alienazione del patrimonio immobiliare dell’ente; per tali ragioni, al contempo, chiedeva il blocco dell’attività degli atti amministrativi in itinere, là dove coinvolgessero l’utilizzo del patrimonio pubblico. Detto blocco era da riferirsi, come precisato dal Sindaco alla Giunta, anche al progetto in itinere per l’utilizzo dello spazio dell’ex liceo San Raffaele di Milano 2, da adibirsi a spazio per le famiglie, a me affidato dal Sindaco, e che stavo portando avanti da un anno, con il coinvolgimento attivo della cittadinanza, e che era ormai pronto a partire (era pronta la delibera di giunta di indirizzo, ed era pronta la manifestazione di interesse per la città, preparata dagli uffici), e su cui è stato anche vinto il bando regionale sul PTO (politiche temporali) da € 30.000,00. Tale blocco indicato dal Segretario avrebbe coinvolto anche il progetto di coworking su Cascina Ovi, portato avanti da un altro Assessore, anch’esso in itinere. Ciò, a mio avviso, costituisce una intromissione che non è nelle competenze e nelle funzioni di un Segretario di partito, e costituisce una chiara ingerenza nella attività amministrativa, che io contestavo vivacemente al Sindaco e agli altri assessori, oralmente e via mail, sollecitando Sindaco e Giunta a procedere nei nostri atti in autonomia, come ci competeva. 8) I chiarimenti con il Segretario PD rispetto alle ingerenze sul bilancio. Successivamente alla mia mail di cui sopra, in cui lamentavo con la Giunta l’ingerenza del Segretario PD e chiedevo a Sindaco e Giunta di andare comunque dritti per la nostra strada (mail che qualcuno aveva fatto avere al Segretario PD), ci fu, poco prima di Natale, un incontro tra me e il Segretario, alla presenza di un consigliere comunale PD, dove il Segretario pretendeva le mie scuse formali per il fatto che avessi definito un “belato” la sua sortita inopportuna di bloccare le attività della giunta e imporre una procedura 7 particolare sul bilancio, ed aggiungeva che io, solo formalmente, sarei stata il “capo delegazione”, ma che, di fatto, “a comandare sarebbe stato lui”, e quindi avrei dovuto seguire le sue indicazioni, anche amministrative. Su tale posizione del Segretario, io dissentivo, e lo richiamavo al rispetto reciproco dei rispettivi ruoli: di indirizzo politico il ruolo del Segraterio; di azione amministrativa il ruolo del Vicesindaco. Ad ogni modo, nel tentativo di non esasperare il contrasto e di comporre la questione in modo saggio, nel reciproco rispetto dei ruoli e delle attribuzioni, dopo l’incontro inviavo una mail di chiarimenti al Sindaco e alla Giunta, che però non era di gradimento del Segretario, come mi faceva sapere. 9) Le minacce di ripercussioni in Consiglio Comunale. A crisi aperta, dopo che sono stata pubblicamente sfiduciata dal Segretario PD, il Capogruppo PD minacciava conseguenze ove il Sindaco non avesse accolto la richiesta di sfiducia nei miei confronti (Giorno Martesana del 13.1.2017). 10) La difficoltà del Sindaco ad uscirne Il Sindaco, dopo tali dichiarazioni del Capogruppo PD, in data 14.1.2017, mi suggeriva di attivarmi presso i consiglieri del PD, parlando con loro ad uno ad uno. In pratica, mi si chiedeva di fare il giro dei consiglieri PD con il cappello in mano, per chiedere la grazia (e l’appoggio in Consiglio). Cosa che io non accettavo, chiedendo invece al Sindaco che la questione fosse discussa in Consiglio Comunale. CONCLUSIONI. Ritiro della fiducia nei miei confronti: Mandante =il Segretario PD Dalerba e quelli che rappresenta. Esecutore = il Sindaco. Morale della storia = “colpiscine una per educarne cento”. Per questi fatti, non potevo, come è facile capire, accettare nessuna mediazione e 8 nessun compromesso, che mi avrebbero privato della mia autonomia di giudizio e della mia indipendenza come pubblico amministratore. E proprio per questi fatti intendo ricorrere al TAR, per esercitare il mio poteredovere di rappresentare i miei elettori, ed ottenere una reintegra che mi consenta in totale indipendenza, l’esercizio del mandato di rappresentanza affidatomi dai miei elettori, nell’interesse della città. Rilevo anche sin d’ora che la c.d. “Procedura di predissesto finanziario”, detta anche di “riequilibrio finanziario pluriennale”,potrebbe voler significare, come è d’uso, che, per prevenire lo stato fallimentare è necessario dare fondo a tutte le risorse, e ricorrere anche a misure straordinarie, che non sono contenute nel nostro programma elettorale…. Segrate, 30 gennaio 2017 Manuela Mongili ex Vicesindaco di Segrate ex Vicesindaco di Segrate

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...