LA PROTESTA DEI GENITORI IN CONSIGLIO COMUNALE

Nel  2014 aumento delle rette scolastiche.

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Anche nel 2012 furono tagliate tre linee scolastiche eppure….nessuno si lamentò.

Anche nel 

2012 

furono 

tagliate tre 

linee 

scolastiche 

per 

problemi 

di 

bilancio,pe

rò si 

spesero 25 

mila euro 

per la festa 

di Milano2. 

Allora 

tutti zitti !!!
http://segratedomani.blogspot.it/2012/06/le-classiche-risposte-laconiche-e.html?m=1

 Cantieri di luglio: interventi di ripristino e messa in sicurezza di strade, marciapiedi e rampe dei ponti ciclopedonali




Inizieranno settimana prossima i lavori di sistemazione del fondo in legno delle rampe d’attacco alla passerella ciclopedonale di Lavanderie: i primi 20 metri sul lato sud e i primi 6 metri su quello nord. L’intervento, meteo permettendo, inizierà mercoledì e si concluderà entro qualche giorno. In fase di cantiere sarà interdetto l’accesso alle rampe,ma rimarranno accessibili gli ascensori e le scale.

Lavori in corso anche sulle rampe che portano al cavalcavia ciclopedonale del ponte degli specchietti. L’Ufficio Tecnico del Comune, per questioni legate alla sicurezza, ha chiuso la passerella in legno dedicata ai pedoni sul lato nord di via Morandi. Resta aperta, invece, quella sul lato sud dove da questa mattina sono in azione gli operai per la sistemazione delle assi e delle viti. Il ponte, lato nord, sarà raggiungibile utilizzando la parte della rampa con fondo in cemento che diventa così ad uso promiscuo pedoni e ciclisticon nuova segnaletica. Chiediamo per questo lamassima attenzione nel percorrere questa tratta e una velocità ridotta da parte dei ciclisti.

“L’opera di riqualificazione della parte pedonale della rampa d’accesso al ponte degli specchietti lato nord è inserita tra gli interventi urgenti – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Luca Stanca -. Quando avremo la necessaria copertura finanziaria sarà una delle priorità. Intanto, per tutto il mese di luglio, abbiamo programmato una serie di lavori di manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi e la sistemazione del fondo ammalorato del cavalcavia ciclopedonale di Lavanderie. La riqualificazione degli accessi alle due passerelle, Morandi e Lavanderie, si è resa necessaria e urgente in seguito al deterioramento delle assi di legno; per questo in futuro eviteremo di usare per opere simili questo tipo di materiale, prediligendone altri di maggiore durata e più consoni alla nostra realtà cittadina”.

Giovedì 29 giugno sono iniziati i lavori di recupero dei cubetti in porfido delle aree sosta e dei dossi lungo la dorsale di Milano 2, che verranno ultimati entro lunedì sera, e inoltre sono state riposizionate alcune lastre di pietra all’interno dell’area gioco della Residenza Botteghe.

Da lunedì 3 luglio, e per tutta la settimana prossima, sono in programma anche interventi di ripristino e messa in sicurezza del manto stradale lungo la Cassanese e nelle vie Redecesio, Lazio, Leonardo Da Vinci, Tintoretto, Rugacesio, Europa,controviale Cassanese fronte civici 218/220, via San Bovio e Rivoltana.

Terminati questi interventi verranno sistemati anche il marciapiede retrostante il discount di via Giotto, la fermata del bus sulla Cassanese in prossimità di Cascina Ovi, il capolinea del bus di via Borioli e la sistemazione dell’asfalto più ammalorato delle vie Palach e Allende, strade e marciapiedi.

A fine luglio, invece, quando il traffico è meno sostenuto, è programmata la riqualificazione dell’incrocio rialzato di via Monzese angolo via Manzoni.

La Grande Milano da oggi è in fallimento

La Grande Milano da oggi è in fallimento


Oggi, 30 giugno 2017, è il giorno della verità per la Città metropolitana di Milano. Scade il termine per depositare il bilancio. Non sarà depositato, perché dovrebbe evidenziare un buco di almeno 50 milioni. Conseguenze: scatterebbe il default, con il fallimento dell’ente che un tempo si chiamava Provincia di Milano e con la decadenza del sindaco metropolitano, Giuseppe Sala, e di tutti i 24 consiglieri dell’ente, che in base alle (confuse) norme del testo unico degli enti locali potrebbero, in quanto amministratori di ente che dichiara dissesto finanziario, non solo decadere, ma anche avere la proibizione di ricandidarsi per tre anni. Una brutta sanzione, al Monopoli della politica.

Preoccupati, tutti e 24 i consiglieri – destra e sinistra e centro – hanno minacciato di dimettersi in blocco se il governo non troverà una soluzione. Il prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, nei giorni scorsi li aveva rassicurati: il governo individuerà un modo per far slittare la scadenza della consegna del bilancio.

Come? È escluso che il governo Gentiloni possa fare in fretta e furia, oggi stesso, un decreto salva-Milano. Forse sarà sufficiente un decreto di proroga del ministero dell’Interno, magari anticipato da una decisione della conferenza Stato-Regioni, convocata per il 6 luglio. La soluzione sarà comunque quella di spostare in avanti la data di consegna del bilancio, prevedibilmente al 30 settembre. Intanto però, a partire da oggi, si avvia la procedura del default. La Città metropolitana di Milano, la più grande d’Italia dopo quella di Roma, è da oggi tecnicamente fallita.

Al governo lo sanno da tempo, ma finora non hanno fatto nulla. Ora, il problema che pone Franco D’Alfonso, consigliere delegato al bilancio della Città metropolitana di Milano, è il seguente: anche quando arriverà la proroga, il default sarà solo rimandato, ma non risolto. I conti resteranno gli stessi, il 30 settembre come oggi. Ed eccoli, i conti: 250 milioni, in media, di cassa; 600 milioni di debito, metà in mutui e metà in derivati; e oltre 1 miliardo di patrimonio. Una situazione non disastrosa. Molti tagli alle spese sono già stati fatti, molti risparmi già conseguiti. Il personale è stato ridotto del 38 per cento e oggi il suo costo è di 45 milioni l’anno, circa il 10 per cento delle spese.

Il problema esplode nella partita tra entrate e uscite. In cassa entrano ogni anno circa 400 milioni, per lo più quote, trasferite all’ente, delle imposte sui rifiuti e su assicurazioni e passaggi di proprietà auto, oltre alle multe per autovelox e infrazioni sulle strade provinciali. Le uscite sono invece di circa 310 milioni, costi per gestire strade, scuole, ambiente e per pagare il debito. I tagli, secondo Franco D’Alfonso, non possono più essere fatti senza tagliare servizi. “Siamo fortunati che finora siano crollati solo un paio di ponti: se non abbiamo più soldi, non possiamo più fare le manutenzioni. La situazione di strade e scuole provinciali per ora è ancora buona, ma senza risorse nei prossimi anni è destinata a peggiorare”.

I conti della Città metropolitana di Milano saltano a causa della voce “contributo al bilancio dello Stato”: quest’anno è di 165 milioni, chiesti dal governo. È questo contributo che fa alla fine chiudere i conti con un buco tra i 50 e i 70 milioni. Ed è uno squilibrio strutturale, sostiene Franco D’Alfonso, che non si può affrontare con una correzione fatta una tantum sul bilancio di quest’anno, perché il problema si ripresenterebbe del tutto simile il prossimo anno.

La Città metropolitana di Milano è nata al posto della Provincia di Milano, con più o meno le stesse competenze ma senza le stesse risorse, anzi con il “contributo al bilancio dello Stato” introdotto dalle leggi finanziarie che obbligano l’ente ogni anno a un esborso fisso. Ora Forza Italia protesta contro Sala: “Il pericolo commissariamento si fa sempre più incombente”, dichiara la coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini, “e tutti i servizi erogati dall’ente, dal trasporto pubblico provinciale alla manutenzione di strade ed edifici scolastici, saranno a rischio. I governi Renzi e Gentiloni devono assumersi la responsabilità di questo disastro, insieme al sindaco Sala: la sua gestione si è rivelata inconcludente, incapace di interloquire con Roma e di portare a casa risultati”.

Sala smorza: “Nei primi giorni di luglio avremo la visita, da noi chiesta, di una commissione composta da funzionari della presidenza del Consiglio e del ministero delle Finanze. Io mi faccio forte di una promessa del presidente del Consiglio di occuparsi della cosa. Ed è tutto quello che al momento posso fare”.

Gianni Barbacetto 

Il Fatto quotidiano.