Una lista unica e radicalmente alternativa – direzione nazionale

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Si è appena conclusa la direzione nazionale di Sinistra Italiana questo è il documento finale approvato all’unanimità dopo una bella e intensa discussione per una lista unica e radicalmente alternativa.

L’allarme continuo e reiterato sull’immigrazione costringe il Paese in un dibattito nel quale cresce la forza egemonica della destra e su cui il Movimento 5 stelle svela la natura del suo gruppo dirigente. Spaventato dal risultato disastroso dei ballottaggi il PD e il Governo reagisce con una stretta che tra gli annunci propagandistici e pericolosi sulla chiusura dei porti consegna al tavolo di Tallin la testa delle ONG su cui si abbatte un “codice di comportamento” il cui scopo è solo quello di rendere più difficile il soccorso o con la proposta avanzata nelle ultime ore dal segretario del PD di un “numero chiuso” per i migranti e dell’”aiutiamoli a casa loro”. L’incapacità di porre in termini credibili la questione nello spazio europeo e al tempo stesso l’incapacità di gestire diversamente il fenomeno sul piano nazionale in un paese dove oltre 5000 comuni su 8000 si rifiutano di accogliere i migranti alimenta ancora di più la regressione del dibattito pubblico. Nel frattempo l’ennesimo regalo a settori del sistema bancario brucia nello spazio di un decreto un volume di risorse sufficiente a coprire la spesa per la gratuità dell’istruzione universitaria e per intervenire significativamente su un sistema sanitario al collasso.
In questo contesto l’iniziativa per la costruzione di una proposta della sinistra capace di indicare una radicale alternativa resta insufficiente.
L’assemblea del teatro Brancaccio promossa dall’appello di Montanari e Falcone e alla cui riuscita abbiamo contribuito in maniera importante rappresenta per noi un successo. La grande partecipazione, la qualità degli interventi che si sono succeduti hanno contribuito a rendere più evidente e a rafforzare la presenza sulla scena pubblica di una proposta che lavora per l’unità senza sacrificare la credibilità suscitando interesse e aspettative impegnative. In questo senso occorre lavorare perché a quella iniziativa sia dato seguito in tutti i territori attraverso la costruzione di percorsi e appuntamenti che attorno ai nodi programmatici più che a formule politiciste sappiano coinvolgere l’insieme delle forze politiche a sinistra del PD, le realtà del civismo e di movimento in una logica aperta e inclusiva, impegnando su questo i nostri militanti e i nostri gruppi dirigenti.
Tuttavia siamo consapevoli dei limiti e delle insufficienze che anche in quell’occasione abbiamo registrato. Il cuore politico dell’appello che ha convocato la giornata del 18 giugno indicava nella necessità di costruire una sola lista alla sinistra del Pd il proprio obbiettivo principale.:  “una sinistra unita, in un progetto condiviso e in una sola lista. Una grande lista di cittadinanza e di sinistra, aperta a tutti: partiti, movimenti, associazioni, comitati, società civile.”
Quel risultato non è ancora acquisito. La manifestazione di Piazza SS. Apostoli del 1 luglio pone da questo punto di vista opportunità e problemi. Se da un lato infatti emergono crescenti elementi di convergenza rispetto alla possibilità di definire una piattaforma condivisa permangono ampi tratti di ambiguità sul profilo complessivo della proposta politica.
Sinistra Italiana ha, in ogni occasione, rilanciato la necessità di un confronto che, sulla base di una verifica programmatica e di un metodo democratico e  partecipato, consenta alla sinistra di questo paese di articolare in modo plurale convincente una coalizione di forze capace di fare in Italia quello che in molti paesi europei è già successo.
E anche se, di fronte alla nostra iniziativa,  le risposte, in particolare dall’area che si è riunita a SS. Apostoli continuano a farsi attendere noi crediamo che Sinistra Italiana debba continuare a svolgere la funzione di chi lavora all’obbiettivo di una lista unica alla sinistra del PD, radicalmente alternativa alle sue politiche e costruita con l’obbiettivo di dare vita ad un quarto polo pienamente competitivo nello spazio politico elettorale. Per fare questo però è necessario intensificare la nostra iniziativa e la nostra offensiva unitaria evitando di restare in attesa che qualcosa accada e anzi rilanciando il protagonismo di Sinistra Italiana. 
Occorre innanzitutto mettere in campo un lavoro per definire una piattaforma programmatica, capace di vivere in ogni occasione possibile anche nella dimensione parlamentare, che al di la dei titoli ci consenta di contribuire con più efficacia alla prospettiva di una efficace unitaria proposta politica.

approvato all’unanimità dalla direzione nazionale di Sinistra Italiana dell’8 luglio

La Riforma Sanitaria del Bob.

La giunta Maroni intende colpire i circa 3 milioni di malati cronici obbligandoli a scegliere un gestore con budget limitato che dovrebbe seguire e organizzare le cure dei pazienti.

Ciò comporterà inevitabilmente una contrazione delle cure e l’ingresso massiccio dei privati nella sanità lombarda.

Ma cosa prevede esattamente la controriforma leghista?
Ne parliamo Mercoledì 12 alle 21,00 presso il circolo di Sinistra Italiana di viale Suzzani,273 (zona Bicocca, citofono 155) con:
MANUELA SERRENTINO – medico, Sinistra Italiana Lombardia

​Aiutiamoli a casa loro? Mandiamo a casa i due Matteo.


Renzi, il suo partito e il suo governo reagiscono alla disfatta dei ballottaggi per le elezioni amministrative inseguendo la Lega e il Movimento 5 Stelle sul peggior terreno possibile: quello della retorica xenofoba dell’aiutiamoli a casa loro slogan della destra peggiore da oggi fatto proprio anche dal Partito Democratico.

Lanciano slogan senza guardare alle radici profonde del dissenso, ovvero le diseguaglianze crescenti e la povertà di milioni di persone. 

Fanno la guerra ai poveri e mai alla povertà, distolgono l’occasione dagli enormi problemi sociali del nostro paese usando i migranti come capri espiatori e invece di affrontare seriamente il grande tema delle migrazioni e dell’accoglienza lo usano come arma di propaganda per racimolare voti. 

Da un Matteo all’altro a volte il passo è più breve di quello che sembra.