Boffalora:Si ricomincia da 3

Annunci

Non si può mai stare in pace.E’partito il Toto Assessore.

Rimpasto, il sindaco non ha fretta ma il Pd vuole chiudere presto E spunta l’idea di uno… straniero La posizione e la… strategia di Micheli sono chiare: la questione rimpasto è una partita interna al Pd segratese (e milanese), sulla quale avrà l’ultima parola, ma non sarà lui a mettere fretta ai dem in questa fase. La sostituzione del neosegretario Di Chio, che per statuto dovrà lasciare la carica di assessore, è già al centro di riunioni e incontri, qui come a Milano, ma pare non essere imminente e questo non disturba per nulla il primo cittadino. Anzi. Il problema è che l’assemblea nazionale del Pd, andata in scena sabato scorso, di fatto si è aggiornata a luglio, nella migliore delle ipotesi. E questo scombussola non poco lo scenario locale, perché, a voler essere ottimisti, il congresso che dovrebbe confermare Di Chio come segretario (per ora c’è stata la surroga) potrebbe tenersi a gennaio e l’ipotesi che il rimpasto venga congelato fino ad allora è da escludere. Il Pd milanese, anzi, punta a chiudere tutto entro l’estate e a breve si comincerà a fare sul serio a quel tavolo già apparecchiato. La palla comunque resta nel campo segratese, non c’è l’intenzione di imporre figure specifiche ma di individuare un metodo e accompagnare il circolo locale in questo percorso che comunque pare accidentato. I nomi sono i soliti, con Augusto Schieppati più defilato per i veti già palesati da parte dei “segratesi”, e un altro volto noto dei dem locali, Lorenzo Dell’Orto, che sembra avere davanti a sè una strada non esattamente in discesa. I rumors parlano anche di un’eventuale apertura a uno… sconfinamento, per così dire, con una figura esterna a Segrate. Lunedì Sara Valmaggi, ex vicepresidente del Consiglio regionale e traghettatrice del partito durante la delicata fase che portò al successo di Micheli, è passata da via Primo Maggio. Lei, però, chiude la porta ai “retroscenisti” e smentisce che in futuro possa ricoprire un ruolo politico nella squadra del sindaco. È tutto da fare, insomma. Anche in virtù del fatto che il rimpasto potrebbe riguardare non solo le persone ma anche le deleghe, con l’intenzione di riflettere sull’opportunità di una giunta più “politica” che tecnica. I lavori pubblici sono la casella sulla quale si gioca buona parte della svolta auspicata da qualcuno. La discussione tra il Pd e Micheli inizierà presto, questo è sicuro, e in questa prima fase potrebbe concentrarsi soprattutto sulla individuazione di un profilo più che di un nome preciso. Di Chio, intanto, prepara la relazione da presentare agli iscritti nell’assemblea già convocata per sabato 26 maggio alle 10.30. Un’idea di partito che varcherà i confini congressuali e abbraccerà quantomeno la scadenza elettorale del 2020. Un disegno di ampio respiro, insomma. E sul rimpasto? La linea è quella, ma «ci sono delle partite aperte- sottolinea – dalla scadenza delle concessioni degli impianti sportivi ad alcuni eventi sui quali siamo in dirittura d’arrivo. Vorrei concludere, questo sì». L’orizzonte resta l’estate, più in là non si andrà. Con buona pace di Micheli e non solo. Jacopo Casoni, Segrate Oggi.