Non dimentichiamo la Strage dell’Italicus

4 agosto 1974 – Un ordigno ad alto potenziale esplode nella carrozza 5 del treno espresso Roma-Monaco di Baviera “Italicus” causando 22 morti e 48 feriti.

Annunci

I GIOVANI VOGLIONO RICORDARE.

http://m.youtube.com/watch?v=HH2gYHvbpgk

BRUGHERIO 27 GENNAIO
SIMONE CASTELLI, 18 ANNI, AUTORE DI UN VIDEO REPORTAGE SUL VIAGGIO DEI DEPORTATI
GEN 28 •

Abbiamo parlato ieri del grande lavoro dei ragazzi dei CAG della Martesana, per seguire le orme della storia e onorare il valore della memoria.

A testimonianza di come i giovani siano in grado non solo di sentire come loro il dovere della testimonianza, ma anche di produrre concretamente materiale affinché questo valore venga trasmesso, arriva la storia di Simone Castelli, diciottenne brugherese, al quarto anno dell’indirizzo audiovisivo all’IPSIA di Monza.

Simone, aspirante regista alle prime produzioni, e Bianca Ghirardelli, sua compagna di classe, nel 2014 hanno preso parte al viaggio organizzato da CGIL e CISL Lombardia verso i campi di stermino con il Treno Della Memoria. Un  percorso di 24 ore attraversando Svizzera, Austria, Liechtenstein, Repubblica Ceca e Polonia: “Un viaggio che mi ha colpito particolarmente, e se potessi ci tornerei portando altri amici -ha raccontato Simone- tutti parlano dei campi di concentramento e di ciò che avveniva di atroce all’interno. Ma parlando dei deportati, quasi nessuno parla a fondo del viaggio che percorrevano“.

Quel viaggio, i treni merci stipati di uomini, donne, bambini senza cibo, senza acqua, senza luce, in piedi per ore e ore, probabilmente anche più delle 24 impiegati dal Treno della Memoria ripercorrendo quel percorso, sono il centro dunque del video reportage montato da Simone Castelli.

E’ proprio questo aspetto dell’orrore nazista che Simone e Bianca, seguiti dal professore e regista Mario Garofalo, hanno voluto riprendere e raccontare, con l’aiuto di Andrea Bienati, storico esperto in materia di Shoah, autore di diversi libri e docente di Criminologia all’ Università Cattolica di Milano.  ”Proprio Bienati -spiega Simone- nel filmato spiega a fondo il viaggio dei deportati, intervallato da brevi commenti di studenti, pensionati, e di una jazz band, presenti anch’essi sul treno.”

Auschwitz, Birkenau. 
Queste sono state le due destinazioni raggiunte dai due giovani studenti dell’ IPSIA con il Treno della Memoria; e il percorso per arrivarci, sfumato dal percorso storico raccontato, è contenuto nel montato di circa 26 minuti (video di copertina, o qui) che è già stato proiettato nell’istituto monzese e che a breve verrà reso pubblico anche dai canali ufficiali dell’iniziativa di CGIL e CISL, in attesa di un evento organizzato a Monza, e della partecipazione del corto ad alcuni festival.

Oltre alla riflessione sul viaggio messa sul tavolo da Simone e Bianca, lo stimolo a realizzare una testimonianza video è arrivato da un incontro che i ragazzi hanno avuto prima della partenza, e che li ha convinti a riportare giornalmente l’esperienza. “Ci siamo ritrovati con altri studenti di Milano e una giornalista del Corriere della Sera, Silvia Turin, con cui abbiamo deciso che ogni giorno avremmo svolto una sorta di lavoro redazionale giornalistico -ha spiegato Simone- I liceali avrebbero prodotto testi, noi realizzato dei video per sintetizzare quanto fatto in quel giorno, ed altri si sarebbero occupati delle foto“.

Così è nato un progetto rintracciabile su una pagina Facebook ufficiale (qui) dove si ritrovano le video testimonianze quotidiane del viaggio: “Sono tutti video girati da noi -ha spiegato Simone- così al volo, un po’ sui marciapiedi, nella stanza dell’hotel o nei corridoi in treno, e poi montati subito per essere pubblicati … un po’ un lavoraccio in effetti !”

Ma questo impegno giornaliero ha dato fondo alla voglia dei due compagni di classe di cimentarsi con un progetto più ambizioso, e così da questa esperienza di resoconto quotidiano, è nato il reportage di cui vi stiamo parlando, altra opera della volontà di ragazzi molto giovani, di farsi testimoni della storia, di prendersi carico di una parte di accaduto da conservare e trasmettere, e di farlo attraverso le loro capacità, il loro estro, le loro peculiarità, i loro talenti.

I giovani dunque vogliono ricordare… E questa è vera speranza per il futuro.

 

 Da Fuori del Comune